Trattamento del Linfoma Diffuso a Grandi Cellule B: inizio e sequenze terapeutiche
Trattamento del Linfoma Diffuso a Grandi Cellule B: inizio e sequenze terapeutiche
L’analisi del trattamento, sia in termini di inizio tempestivo che di sequenze terapeutiche per le diverse linee di terapia, è cruciale per ottimizzare gli outcome clinici nei linfomi Non Hodgkin, soprattutto nel linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL). La scelta della strategia terapeutica, infatti, influenza la sopravvivenza e la qualità di vita, richiedendo un approccio personalizzato basato su dati real-world e studi clinici. Nel DLBCL, la tempestività dell’inizio della terapia e la valutazione delle risposte alle diverse opzioni terapeutiche è fondamentale per migliorare la gestione dei pazienti refrattari o recidivanti. Un’analisi approfondita dei percorsi terapeutici può quindi guidare strategie basate sull’evidenza per migliorare gli esiti clinici. Questo anche nell’ottica di ripensare l’assistenza sanitaria in oncoematologia, potenziando la componente territoriale nell’integrazione tra ospedale e territorio e garantire così una presa in carico più tempestiva e capillare dei pazienti.
Nei PDTA che riguardano pazienti con tumori ematologici, pertanto, è fondamentale includere indicatori per studiare sia la tempestività con cui è iniziato il trattamento a seguito della diagnosi, sia la descrizione delle sequenze terapeutiche seguite nelle diverse linee di terapie: un passaggio chiave anche per il progetto MaCroScopio che, nella sua prosecuzione 2024-2025 (MaCroScopio Orizzonti), intende guardare ai farmaci come traccianti dei percorsi assistenziali, spostando il focus delle politiche sanitarie e farmaceutiche dalla valutazione delle informazioni riferite al singolo farmaco (place in therapy) al suo posizionamento nell’ambito del PDTA di riferimento (place in pathway).
L’obiettivo del gruppo di lavoro sul Trattamento del DLBCL è quello di individuare metodologia e strumenti di analisi dell’inizio del trattamento e delle sequenze terapeutiche da poter includere nei PDTA dei pazienti affetti da DLBCL, spostando l’attenzione da ciò che è più facilmente misurabile a ciò che ha senso misurare nell’ottica dell’intero percorso di cura del paziente.
Per raggiungere tale obiettivo il gruppo di lavoro seguirà i seguenti passaggi:
- Descrizione dello stato dell’arte e delle criticità attuali su come sono affrontati i temi relativi al trattamento (inizio e sequenze terapeutiche) nei PDTA regionali dei linfomi e in particolare del DLBCL.
- Individuazione di una metodologia di analisi solida per realizzare strumenti di misurazione della tempestività del trattamento e delle sequenze terapeutiche nel DLBCL, che siano comprensibili e in grado di consentire un’interpretazione agile dei risultati.
Obiettivi
- Individuare metodologia e strumenti di analisi dell’inizio del trattamento e delle sequenze terapeutiche nei pazienti affetti da tumori ematologici, in particolare DLBCL
- Descrivere lo stato dell’arte e criticità attuali dei PDTA dei Linfomi
- Definire il corretto inserimento del farmaco nei PDTA dei pazienti affetti da DLBCL
Le videointerviste
Negli ultimi cinque anni il trattamento del linfoma diffuso a grandi cellule B e dei linfomi follicolari ha subito una profonda rivoluzione grazie alle CAR-T e agli anticorpi B specifici. Le nuove terapie, spesso somministrabili ambulatorialmente, dovranno pertanto poter contare su PDTA e un’organizzazione territoriale ottimizzata. Ne abbiamo parlato con Maurizio Martelli (Dipartimento di Medicina Traslazionale e di Precisione, Sapienza Università di Roma) durante l’ultima edizione dell’ASH Meeting 2025.
Stefano Luminari (UOC Ematologia, Azienda USL IRCCS, Reggio Emilia) ci parla invece dell’importanza dell’integrazione ospedale-territorio nella fase diagnostica, nella gestione degli effetti collaterali (soprattutto per le terapie più innovative quali CAR-T e anticorpi B specifici, il cui profilo di tossicità impone l’identificazione in tempi rapidi) e nel follow up dei pazienti lungo-sopravviventi.








