Investimenti per più 18 miliardi in start-up sanitarie digitali solo nel 2018, e un panorama in continua evoluzione su come i diversi pezzi del puzzle si incastrano al suo interno: cercare di suddividere la digital health in macroaree è diventato imprescindibile. A tracciare una linea di demarcazione ben definita è stato il mondo delle digital therapeutics: interventi software basati su prove di sicurezza ed efficacia, validati clinicamente e conformi alle normative previste, che hanno l’obiettivo di prevenire o curare una malattia.

Se l’ecosistema sanitario sarà  in grado di “assorbire” questo tipo di innovazione digitale all’interno del modello esistente di erogazione delle cure, dovranno essere definiti con sempre meno margine di incertezza i percorsi normativi (studi clinici di sicurezza ed efficacia), di HTA, quelli per l’adozione sul mercato e i nuovi paradigmi di prescrizione e rimborsabilità.

A questo scopo, con un apposito accordo per il governo dell’introduzione della Digital Medicine nei processi di assistenza in Italia, Fondazione ReS e Fondazione Smith Kline hanno iniziato una collaborazione volta alla diffusione e all’integrazione delle tecnologie digitali in sanità: rimandiamo alla relativa sezione sul sito della Fondazione ReS per approfondire Strategia e Metodologia del Progetto.

Un gruppo di lavoro ad hoc all’interno del Progetto MaCroScopio sarà dedicato invece a definire le “Applicazioni della digital health ai PDTA”: in esito agli incontri verrà elaborato un documento di consenso che sarà pubblicato come supplemento della rivista Recenti Progressi in Medicina.